Quel futuro che non ci sarà…

4747191-l-39-allegria-della-classe-di-laurea-in-quanto-il-loro-lancio-cappelli2Ho iniziato ad andare a scuola a sei anni, come tutti del resto, ma avrei potuto anticipare di un anno, visto che il mio compleanno cade di gennaio. Ciò non è avvenuto, forse perchè i miei hanno pensato a quel tempo, che un anno in più o uno in meno non facesse differenza. Ho percorso tutto l’iter scolastico, fino all’università e se avessi rispettato i tempi avrei già potuto laurearmi a dicembre scorso. Ma la triennale (con i suoi 45 esami) mi ha fatto sforare di sette mesi ed eccomi pronta a rimettere a breve l’alloro in testa.

Ho 25 anni  e dopo ottobre mi chiedo, come del resto tutti i miei colleghi:che farò? Oltre inviare CV, fare un ulteriore stage e sperare in qualche miracolo. Se fossi nata dieci anni fa le cose sarebbero andate diversamente. Meno laureati, più possibilità. Un posto fisso non sarebbe stato una chimera.

E bene, noi giovani oggi dobbiamo essere in grado di cambiare lavoro, come si cambiano le mutande, perchè questo è quello che ci aspetta.

A 18 anni il mio futuro(quello che non ci sarà) me lo immaginavo diverso. Avevo sogni e speranze, o forse illusioni, che quando cresci inizi a svelare alzando da sola il telo del male. Quello della politica, del business, delle raccomandazioni. A me piaceva l’Italia, forse perchè vedevo che tutti ce la facevano in un modo o nell’altro. E da quei banchi di scuola ciò che si raccontava non era questo.

Sono una donna e in Italia sarò sempre prima “carina” e poi “brava”, in un Paese in cui tutti sono puttanieri nell’anima. In cui il mito della segretaria non è mai passato, ma anzi si è alzato di grado, continuando però a celare il perbenismo di chi poi torna a casa e insieme alla moglie commenta disgustato i festini di Arcore.

In due anni di Magistrale i nostri docenti (tutti con il doppio stipendio) ci hanno detto a chiare lettere cosa ci aspetta:contratti a progetto,lavoro in nero,disoccupazione. E allora è proprio divertente arrivare ad ottobre, stappare la bottiglia, festeggiare una laurea e poi restare a braccia conserte…al massimo però posso sempre andare a fare la commessa da Calzedonia, come mi ha suggerito qualche giorno fa AlmaLaurea.

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