Lo chiamano il “male del nuovo millennio”: gli attacchi di panico

claustrofobia_thumbnailSono così stanca. Il tremolio dei miei arti si è appena attutito e le coperte calde che mi avvolgono, come un baco da seta, non lasciano scampo al tepore del sonno che pian piano mi si avvicina. Le membra si rilassano e il cuore, che prima pulsava all’impazzata, inizia a rallentare la sua corsa, come se volesse attutire definitivamente quello che prima mi aveva procurato. L’unica parte del corpo che non accenna a placarsi è però la mente, che mi fa destare all’improvviso come se volesse mettermi all’erta su un imminente pericolo. Sbarro gli occhi e guardo il buio, mentre lei gioca con me a rincorrermi, per non  lasciarmi scampo. Mi martella con le mie paure, anzi è lei stessa a crearle ed io non voglio più ascoltarla. Voglio dormire, chiudere gli occhi, sognare. Ma il suo ronzio è incessante e mi fa tornare lì, dove vuole lei e io non riesco più a fuggire.

Eccola, mi ha rapito di nuovo nel suo turbinio degli orrori e anche il cuore se n’è accorto. Per un altro attimo quella maledetta tachicardia torna e io non so più che fare. Il cuore è come se volesse uscirmi fuori dal pigiama, non riesco a controllarlo, mi dimeno tra le lenzuola, faccio lunghi sospiri, è come se mi mancasse l’aria. Vado in apnea, sbadiglio, cerco di catturare ossigeno…è come se il mio corpo non mi appartenesse ed io lo vedessi da fuori manovrato da un Mangiafuoco di turno.

Lo strazio è quasi finito. Lo sento.Sono troppo debole per continuare questo gioco, questo guardia e ladri che mi devasta. Un ultimo fremito lungo le gambe e poi svengo tra le coperte.

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2 risposte a "Lo chiamano il “male del nuovo millennio”: gli attacchi di panico"

  1. fresne

    con una lettura più approfondita si potrebbe dire che in fondo gli attacchi non sono poi cosi senza senso, anzi direi che hanno molto senso. Sopratutto sono l’ultima cosa di cui preoccuparsi, perchè sono i motivi che dovrebbero preoccuparci.

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