La Roma di un pendolare a Natale

colosseo nataleIl Natale ha il suo odore, ha la sua consistenza, ha il suo spirito, ha il suo corpo.

Il pendolare odia il treno, quello che gli fa impiegare più di un’ora per arrivare a Termini e che ogni giorno colleziona ritardi. Odia l’aria fredda d’inverno e quella calda d’estate, perché spesso accade tutto il contrario di ciò che dovrebbe. Odia l’obliteratrice non funzionante, che lo costringe ad andare alla ricerca del controllore, odia i sedili stretti, i profumi non gradevoli, la ‘caciara’ di prima mattina.

Ma poi il pendolare arriva a Roma…

Cammino per le vie della capitale, immergendomi in quell’aria che a me piace tanto e cerco di guardarmi intorno famelica, per assaporare volti, colori, lingue e profumi. Eppure  dovrei essere abituata a tutto ciò, frequento Roma da anni, ma ogni volta è come se fosse il primo giorno. Riesco a vedere cose che potrei solo immaginare e scrivere inventando.

Oggi però è veramente un giorno diverso, è quasi Natale e quel fumo di caldarroste sulla via pare assumere un connotato diverso, sembra trasmettermi quel calore che solo un camino acceso, durante una sera d’inverno, può dare.

Vedo volti rossi, screpolati dal freddo, turisti con scarpe da trekking, che forse confondono i colli con le montagne. Passeggini coperti che sfrecciano lungo i sampietrini, insieme agli scooter che corrono zigzagando tra suv e utilitarie. Ogni sciarpa, cappello o guanto mi trasmettono lo stesso calore di quelle caldarroste fumanti.

Le luci non sono ancora accese, ma io già le immagino colorate a riempire palazzi, strade, androni, case e monumenti. Scintillanti brilleranno fino all’alba e riscalderanno una porzione di cielo nero, trasmettendo serenità a chi le guarda.Vedo addobbi che non potrei guardare altrove, passeggio urtando razze diverse, vedo il sogno negli occhi di chi si avvicina ad una vetrina di Bulgari,vedo la sofferenza di chi è sbattuto su un marciapiede, guardo lo stress delle commesse, sento le tazze nei bar che vengono lanciate nel lavandino con ritmo incessante.

Passeggio da sola eppure non mi sento mai sola a Roma.

Respiro l’aria di una città frenetica ed eterna, mi riempio i polmoni e poi riprendo il treno, su quei sedili scomodi e torno a casa…portandomi dietro tutto il sogno di una città che per essere apprezzata deve essere vissuta e non solo guardata da un’aula universitaria o da un ufficio in centro. Quella non è Roma, quella è solo una brutta copia.

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Una risposta a "La Roma di un pendolare a Natale"

  1. Gianpaolo

    Hai proprio ragione Gloria, Roma deve essere vissuta perchè solo vivendola si riesce ad “immergersi” in quella che viene considerata “La culla della civiltà” e che ha fatto la storia del mondo!
    IL PRINCIPE DEGLI IGNORANTI
    Gianpaolo Fiore

    Mi piace

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