Che cosa resta dell’Italia…sui marciapiedi

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Giacca e cravatta,

gonne di lana pettinata,

pullover in cachemire,

foulard di seta…

Non è una lista delle compere, oppure l’ inventario di un negozio, ma è ciò che resta dell’Italia, di quell’Italia che si vede oggi sui marciapiedi. Professionisti, studenti, pensionati, affollano le strade, dividendosi le vie dello shopping nelle grandi città. Seduti su scatole di legno, di plastica, oppure su zaini, o ventiquattrore che una volta utilizzavano per contenere le carte del lavoro. Non scrivono neppure sui cartoni di essere italiani, glielo si legge in volto, su quel volto basso e vergognoso che porgono verso la via. Non allungano la mano, ma tengono posata ai loro piedi una piccola ciotolina. A volte è un sottovaso, altre volte una scatola di biscotti ed altre ancora un pezzo di ceramica, che nella credenza forse non può più stare, venduta per pagare chissà quale bolletta.

Più uomini che donne, affollano le vie, forse per mantenere ancora un po’ di dignità e per portare a casa qualche spicciolo che un passante non indifferente ha lasciato loro. Perché si parla tanto d’indifferenza nelle grandi città, ma se ci si soffermasse a pensare alla miseria di tutti coloro che si vedono buttati agli angoli delle strade forse oggi l’unica soluzione che passerebbe in mente sarebbe quella di prendere il primo aereo e di volare dove la situazione è migliore. Perchè è precipitato tutto nel giro di due anni e tutto per mano di chi sui marciapiedi non ci finirà mai. Chi è in alto rimane in alto e chi è in basso sprofonda sempre di più.

Se fino ad ieri i marciapiedi erano di pochi, erano di coloro che avevano scelto la vita da barboni, oggi questi pezzi di strada diventano sempre più vicini. E domani potrebbe toccare a chiunque di appoggiarsi alla vetrina di un negozio, dove prima entrava per strisciare la carta di credito e dove oggi deve ripararsi a chiedere l’elemosina. Questa è la realtà che scorre davanti a chi frequenta le città ed è la stessa realtà che filtra nei telegiornali attraverso i numeri, le parole e le promesse. E’ la realtà di chi nei piccoli paesi si nasconde per paura della vergogna della miseria. E’ la realtà che resta all’Italia….sui marciapiedi.

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