Caro Babbo Natale…

caro babbo nataleCaro Babbo Natale,

devo confessarti una cosa e penso che si arrivato il momento giusto per farlo.

Ricordo che ero piccola quando scoprii che quell’uomo grande, forte e con una lunga barba, che veniva dalla Lapponia e trainava una slitta con le renne, in realtà non esisteva se non nell’immaginario di me bambina. E me ne resi conto all’improvviso, la vigilia di Natale di non so più quanti anni fa, quando si palesò davanti il portone di casa, un Babbo Natale magro, con una finta barba spelacchiata, che guidava un Fiorino bianco e trasportava regali in un piccolo sacco. In quel momento, rammaricata per quello spettacolo raccapricciante e tralasciando anche i giocattoli finalmente giunti, pensai che forse i tuoi Elfi in realtà erano dei sosia usciti male di te stesso, e che tu fossi in un’altra parte del mondo a distribuire doni a qualcun’altro più buono di me. Ma poi capii che tu in realtà eri solo un personaggio delle favole e che gli adulti ti avevano creato, per poi distruggerti così, con un ragazzo smunto che chissà quanto avevano pagato.

Così, quello stesso anno decisi che tutti i bambini che non sopportavo, avrebbero dovuto sapere che Babbo Natale in realtà non esisteva. E l’occasione e l’obiettivo si palesarono presto: il 31 dicembre, una bambina più piccola di me di due anni, un po’ antipatica e tanto viziata, avrebbe saputo la verità. Così, aspettai la sera di Capodanno, mentre eravamo in un ristorante pronti per la mezzanotte. La piccola era seduta di fronte a me e vicino a lei c’era sua madre. Ad intervalli regolari, io mi voltavo verso la mia di madre e  le dicevo: “mamma, lo sai che c’è qualcuno che ancora non sa che Babbo Natale non esiste?”. Così, la donna, per tutta la sera non ha fatto altro che guardarmi imbufalita, cercando di proteggere la figlia dalle mie parole e continuando a tirarmi calcetti sulle calze bianche. Mentre  a denti stretti ripeteva: “zitta, lei non lo sa”.

Caro Babbo Natale, non mi sono pentita di quello che ho fatto, ma oggi vorrei tanto pensare che quel Fiorino bianco non sia mai arrivato e che tu sia pronto con i tuoi Elfi e le tue renne a solcare quel cielo trapuntato di stelle, per donare un po’ di serenità a grandi e piccoli. Perché il credere in qualcosa di cui non si ha certezza molto spesso è l’unica salvezza, quando ci si scontra con la dura realtà quotidiana. E allora, siccome voglio credere che realmente un giorno giungerà il mio Babbo Natale, quello vero, quello magico, per quest’anno ti chiedo ciò che tu sai e allora preparati e vienimi a trovare. Io ti aspetto, come allora, con qualche consapevolezza in più e con tanta speranza nel cuore.

Buon Natale anche a te.

                                                                                          Gloria

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