Appoggio la pancia contro il freddo muro della cameretta di mia figlia, e dentro un quadro disegnato con un colore a cera, traccio una linea curva che ritrae le dimensioni di questo ottavo mese. Continua a leggere “Aspetto mia figlia, eppure non la volevo”
Over the rainbow
Uno stormo di pensieri attraversava maestoso quell’arcobaleno sfuggente che si distendeva da parte a parte.
Immersa in lui finalmente mi tingevo di pace.
La tempesta era passata.
Il turbinio scostante pure.
Il sogno si era riacceso.
Studentessa universitaria, né triste, né solitaria
Chiara è distesa ai piedi di una branda scalcinata, tenuta in piedi da due libri di anatomia. Ha le gambe accavallate, le mani incrociate sul petto, gli occhi aperti verso il soffitto e i capelli corti arruffati sulla fronte. Continua a leggere “Studentessa universitaria, né triste, né solitaria”
Inverno: incubatrice di una natività prorompente
E’ arrivato l’inverno. Il vento gelido sferza e scuote con mano pesante i fragili rami degli alberi di quercia, che vedo dondolare ritmicamente dalla finestra della mia cucina. Sono secchi, vecchi e le foglie che riescono a rimanere ancorate alla chioma lo fanno con tanta forza di volontà, ma con cosciente convinzione di non poter resistere a lungo. Continua a leggere “Inverno: incubatrice di una natività prorompente”
Next stop Roma Termini
Il brusio della stazione di Roma Termini è come il sottofondo chiassoso in un concerto lirico, è il chiacchiericcio maleducato di pseudo nobildonne alla Scala. È l’imbuto di arrivi e partenze, l’incontro di storie. Continua a leggere “Next stop Roma Termini”