Aspetto mia figlia, eppure non la volevo

Appoggio la pancia contro il freddo muro della cameretta di mia figlia, e dentro un quadro disegnato con un colore a cera, traccio una linea curva che ritrae le dimensioni di questo ottavo mese.

Ho deciso di non scattare foto ogni settimana e postarle su Facebook, o di montare un video con i cambiamenti del mio corpo, per poi caricarlo su Youtube. Ho pensato invece di lasciare il ricordo della sua crescita proprio ad Arianna, e proprio nella sua stanza. Così che tra qualche anno, tra un gioco e l’altro, potrà capire com’è cresciuta: nella  pancia della mamma e non nel fazzoletto di una cicogna.

Aspetto mia figlia, eppure fino a qualche anno fa questa figlia non la volevo proprio. Rispondevo stizzita ai “perché” dei miei colleghi, ai “te ne pentirai” dei parenti, ai “non sai cosa ti perdi” delle amiche. Io volevo egoisticamente mio marito tutto per me. Volevo i miei spazi, i miei viaggi, il mio shopping, il mio lavoro massacrante. E sapevo che avrei dovuto rinunciare a gran parte di questo, con un pargolo che frigna a tutte le ore.

Non ero pronta e forse nemmeno il padre di mia figlia, che poi a dirla tutta non ha mai insistito più di tanto. E di questo con gli altri non me ne sono fatta mai un problema.

Finché un giorno è come se si fosse accesa quella maternità nascosta. E’ come se fosse emersa da un abisso lontano e freddo e salendo in superficie si fosse scaldata con i tiepidi raggi del sole. C’era, ma io non riuscivo proprio a sentirla. E questa cosa che accade ad alcune donne non è una leggenda. Io l’ho sentita e subito ho deciso che sarei voluta diventare madre.

Aspetto mia figlia e sono ingrassata. Non riesco più a praticare sport come vorrei. Lavoro ancora, ma mi stanco con più facilità. Viaggio, ma devo sedermi più spesso. Eppure io e mio marito aspettiamo Arianna con l’amore che nessuna promozione ci ha mai regalato.

Non ero pronta, ma ora lo sono. L’ultimo mese è vicino e anche l’ultima linea curva da tracciare su quel muro.

Non eravamo pronti, ora lo siamo.

Mamma e papà

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