Racconto:Raccontami di te

biplano

Guardavo ogni sera dalla mia camera il passaggio di un aeroplano, un piccolo biplano bianco e rosso che volteggiava avvolgendosi di zucchero filato. Sfiorando le montagne saliva su, in alto, quasi volesse bucare la volta del cielo, mentre poi come ripensandoci, mollemente volteggiando, lasciava cadersi verso la mia casa. E ogni volta, bambino, al suo arrivo, coprivo i miei occhi per paura di sentire le sue ali sul mio corpo, ma poi quando le mie pupille erano di nuovo libere, lo vedevo su nel cielo, libero di volare(…)

Ma dopo quelle estasianti acrobazie il mio cuore di nuovo si stringeva in una morsa dolorosa, mai visibile agli occhi degli altri e sempre impregnata come collagene dentro di me. Una morsa stritolante che mai aveva fine e che sempre inevitabilmente aveva avuto inizio(…)

Raccontami di te (Racconto) 2008

Ball

Ball 8° classificato, Premio Campiello Giovani nel Lazio

Ball è ai piedi del letto, attende la sua amica, quasi con aria stufa di aspettare quel risveglio all’ora di pranzo(…)

C’è chi crede al destino, chi al caso, chi alla fortuna o al suo contrario. Ognuno la pensa diversamente, come le voci che si susseguivano tra i pedoni curiosi che si soffermavano ad osservare. C’è chi crede ad un dio e lo invoca, c’è chi lo maledice e c’è chi non sa darsi pace. Ma questo possiamo farlo noi: uomini, con una coscienza e conoscenza capace di carpire il sapere su libri di scuola. Noi uomini frettolosi in un mondo che viaggia senza chiederci di salire, in uno spazio troppo stretto che deve racchiudere un troppo indefinito. In un pianeta abitato, su cui ogni mese si prevede una catastrofe diversa da parte di studiosi che sembra vogliano vivere per trovare il male in ogni cosa. Noi siamo uomini, prima che professori, ingegneri, cassiere ed operai. Siamo fatti di carne ed ossa, sangue ed acqua. La carne si dilania, le ossa si frantumano, l’acqua si riversa come un rivolo di un acquitrino e il sangue caldo diventa freddo. In questo mondo tutto ha un inizio e una fine. Una partenza ed un arrivo e c’è chi quell’arrivo lo tocca troppo presto(…)

Ball è sul ciglio della strada, il suo corpo bianco immacolato è macchiato. La sua pelle si tinge di rosa, anzi di un rosso chiaro che tende ad espandersi come una macchia d’olio. Non riesce a muoversi o forse non vuole farlo. Si lamenta, come se chiedesse aiuto, passa la sua lingua ruvida sul corpo liscio che cerca di proteggere. Muove le sue zampe affossandole sulla pelle ancora calda. Gira la sua testa prima a destra e poi a sinistra, con un moto continuo che pare assennato(…)

Si aggira in quello che rimane, per cercare di carpire qualcosa, ma non c’è niente, se non i ricordi che paiono pararsi davanti a lui, come per riportarlo indietro al suo vecchio mondo.

All’improvviso Ball inizia a correre come se avesse sentito Eva chiamarlo. Entra nella stanza della sua padroncina, scivola con le zampe sul parquet lucidato(…) trovando il povero Ricky al muro e Ball contro questo.

Gli amici di Giorgio

1°classificato, Premio Campiello Giovani nel Lazio 2006

(…) Finché un giorno qualcosa è cambiato,qualcosa è tornato ad essere come prima. Nella vita non si può mai avere nessuna certezza e O.Wilde aveva ragione nel dirlo. “Si parla tanto del bello che è nella certezza. Sembra che si ignori la bellezza più sottile che è nel dubbio. Credere è molto monotono, il dubbio è profondamente appassionante. Stare all’erta, ecco la vita. Essere cullato nella tranquillità, ecco la morte”. Continua a leggere “Gli amici di Giorgio”

La costa del silenzio

Piovve tutta la notte, il vento scuoteva i teneri steli dei gerani che si trovavano sul davanzale della finestra. Non riuscivo a prendere sonno, ripensavo alla telefonata fatta a Carlos e le parole dette ancora mi rimbombavano nella mente. Mi alzai dal letto, mi avvicinai alla finestra, mentre vedevo dai vetri scendere la pioggia con veemenza, quasi volesse pulire ogni cosa. Il cielo era illuminato da lampi abbaglianti, cui seguiva lo sconquasso di tuoni assordanti…(…) Continua a leggere “La costa del silenzio”