Le Sale d’Attesa

Le sale di attesa condensano dentro di loro il fulcro emotivo di ogni persona, che le attraversa con sentimenti controversi, in un pulviscolo fatiscente di sensazioni. E da quelle sedie di plastica dura, di quel colore grigio cemento, si vede lo smarrimento, che alcuni non pensavano mai nella vita avrebbero dovuto affrontare. Continue reading “Le Sale d’Attesa”

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Il Mal d’Africa l’ho incontrato stando a casa

L’arancio si unisce al rosso di quel cielo che arde, al tramonto della fine di un giorno qualunque e ti trasporta al di là di un tempo che si espande, e non trova collocazione con la vita oltre quella terra. Lo chiamano Mal d’Africa e si trascina dietro qualsiasi valigia abbia toccato quel suolo e sia costretta poi a puntare il cielo per tornare indietro. Con quella nostalgia che solo i grandi amori sanno dare. Continue reading “Il Mal d’Africa l’ho incontrato stando a casa”

L’Opera D’Arte della Vita

L’eccitamento tramortente che percuoteva il mio corpo sembrava far sollazzare il sangue nelle mie vene, come un gruppo di adolescenti ad un rave party non autorizzato. E la mia mente vagava tra meravigliosi colori, che sembravano dipingere ogni cosa che mi circondava. Come un pittore nel suo momento estatico io immergevo nella tavolozza di quella giornata il pennello dei miei pensieri e componevo un quadro, che di astratto non aveva la ben minima parvenza. Non era amico di Pollock, né di Miro’, il mio dipinto era chiaro come un quadro di Van Gogh, che con i suoi tratti colmi di tempera imprimeva i suoi sentimenti su ogni tela. Continue reading “L’Opera D’Arte della Vita”

Il mio posto non è un posto da poter tracciare

Il mio posto non è qui, non lo è mai stato. Il mio posto è dove la novità sobbarca insieme ad ogni alba e dove il desiderio del giorno dopo si impossessa della notte e si trascina nel luccichio delle stelle.

Il mio posto è dove nessun volto è familiare, dove nessuna mano stringe la mia per mera convenienza, dove nessuna parola pesa più di un filo di vento che se ne va. Continue reading “Il mio posto non è un posto da poter tracciare”

Lui, traditore seriale

Lo guardavo seduta dal mio tavolo, in un rigido giorno uggioso, che di grigio aveva proprio l’acre sapore dell’inverno, misto allo smog della città. Lui si dimenava velocemente nella brasserie di suo padre, mentre inviava in cucina, con precisione e dimestichezza gli ultimi ordini che gli giungevano dalla cameriera Magdalene. Studentessa americana, per sei mesi a Roma, che arrotondava il suo soggiorno servendo ai tavoli durante l’ora di pranzo. Continue reading “Lui, traditore seriale”