Lui, traditore seriale

Lo guardavo seduta dal mio tavolo, in un rigido giorno uggioso, che di grigio aveva proprio l’acre sapore dell’inverno, misto allo smog della città. Lui si dimenava velocemente nella brasserie di suo padre, mentre inviava in cucina, con precisione e dimestichezza gli ultimi ordini che gli giungevano dalla cameriera Magdalene. Studentessa americana, per sei mesi a Roma, che arrotondava il suo soggiorno servendo ai tavoli durante l’ora di pranzo. Continue reading “Lui, traditore seriale”

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Mi dava le spalle, come sempre, come tutte le notti…

Il suo corpo era un gioco di luci, che tra chiaroscuri, rifletteva la candida pelle, che pareva appartenere ad un bambino appena nato. Così come le sue labbra, mai screpolate dal freddo, così sottili, ma al contempo piene, di quei respiri pesanti che le abbracciavano. Il suo torace si innalzava e poi si abbassava con un ritmo scostante, come quello che accompagnava la sua vita. Tra i tormenti di alcuni giorni, che macchiavano anche il sonno di alcune notti.
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